E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Il senso etico è innato?
Il senso etico è innato?

La Fondazione Patrizio Paoletti, ente di ricerca accreditato presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, fa dell'indagine neuroscientifica un’azione fondante per la realizzazione della sua mission: l’innovazione in campo pedagogico. Indagare l’universo dell’infanzia e il funzionamento del cervello umano attraverso la ricerca scientifica, infatti, è utile ad aggiornare e migliorare nel tempo i metodi educativi.

Sostenere la ricerca scientifica è una priorità, perché l'esplorazione dei meccanismi che regolano i comportamenti dell’uomo, come le sue incredibili capacità sociali o la sua straordinaria sensibilità, apre alla pedagogia una irrinunciabile porta sul futuro.

Pensiamo, ad esempio, al nostro senso etico. Un gruppo di scienziati della Yale University si è chiesto se i bambini, sin dalla loro nascita, hanno una predisposizione a comprendere cosa sia giusto e cosa sbagliato, oppure se si tratti di una virtù che deve essere interamente impartita loro.

Gli studiosi hanno presentato a bambini dell’età di 6-12 mesi la seguente scena: “un pupazzo tenta di risalire per uno scivolo, in cima al quale a volte appare un triangolo, che respinge il pupazzo giù per la discesa, altre volte appare un quadrato, che aiuta il pupazzo nella sua impresa. Le due figure geometriche sono umanizzate attraverso occhi, naso e bocca”.

Posti successivamente di fronte al triangolo ed al quadrato, tutti i bambini dell’esperimento hanno afferrato senza esitazione la figura che aveva aiutato il pupazzo (il quadrato). I ricercatori hanno interpretato questa scelta come una forma di approvazione, da parte dei bambini, per il comportamento del quadrato durante la scenetta.

L’ipotesi sulla quale gli studiosi stanno lavorando è che i bambini, già a questa età, siano forniti di un senso etico, uno spirito di giustizia che li porta spontaneamente a preferire un comportamento altruistico piuttosto che uno non collaborativo.

Questo breve esempio ci insegna qualcosa: scoprire se i bambini hanno, sin da piccolissimi, una predisposizione al senso etico può aprire agli educatori un nuovo orizzonte, entro il quale diventano facilmente identificabili il corretto fattore ambientale e i giusti stimoli cui esporli.

Comprendere, cioè, come sfruttare questa predisposizione, può migliorare l’efficacia degli strumenti didattici e dei metodi educativi.

L'educatore dovrà offrire al bambino un ambiente che lo aiuti a rinforzare la sua naturale predisposizione etica. Gli stimoli da presentare dovranno crescere ed essere adatti all'età interessata, affinché il futuro cittadino adulto, non solo avverta in sé la naturale predisposizione al bene, ma abbia sviluppato questa in un compiuto senso etico, che manifesterà nel contesto sociale.

Questo passaggio dalla ricerca scientifica sul campo al miglioramento dell’educazione è un processo oggi molto importante, che va sostenuto con l’idea di un futuro fondato sui bisogni dell’infanzia.


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