E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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L'infanzia disagiata. Effetti della povertà sul cervello. Parte II
L'infanzia disagiata. Effetti della povertà sul cervello. Parte II

Segue da L'infanzia disagiata. Effetti della povertà sul cervello. Parte I

Un ulteriore studio sull’apprendimento del linguaggio condotto da Rajeev Raizada, neurologo dell’Università di Washington, ha fatto emergere che l’attività neuronale dell’area di Broca dei bambini meno istruiti e più poveri è mediamente più debole durante l’esecuzione di compiti specifici. Non solo: nei soggetti di bassa estrazione sociale, l’area di Broca, che è essenziale per il linguaggio, è addirittura notevolmente ridotta. Raizada ipotizza che le minori capacità linguistiche dei bambini provenienti dalle famiglie più povere dipendano dal fatto che le regioni cerebrali specializzate in questo compito sono meno sviluppate.

Inoltre, secondo l’ipotesi formulata dal gruppo di Martha Farah, sembra che i bambini provenienti da famiglie più benestanti siano in grado di compensare la ridotta consapevolezza fonologica con una maggiore attività neuronale, facilitata dal maggiore grado di istruzione trasmessa dalla famiglia.

Nel 2009 Gary Evans, psicologo ambientale e dello sviluppo della Cornell University, ha studiato la misura in cui la povertà può provocare nell’infanzia una condizione di stress cronico e, di conseguenza, una maggiore predisposizione alle malattie.

La sua ricerca, davvero molto interessante, ha coinvolto 200 soggetti in età dello sviluppo, metà dei quali cresciuti sotto la soglia di povertà. Evans ha rilevato la pressione sanguigna di questi bambini e il loro livello notturno di cortisolo, l’ormone dello stress. Il valori elevati di cortisolo possono avere conseguenze negative sull’ippocampo e sulla corteccia prefrontale, compromettendo la memoria operativa e arrivando perfino a distruggere i neuroni.

I ricercatori hanno poi testato, parallelamente agli indicatori biologici di stress, anche la capacità dei bambini di memorizzare informazioni a breve termine (come, ad esempio, un numero telefonico). Il risultato ottenuto dalla ricerca è eloquente: più prolungato era il periodo in cui i bambini avevano vissuto in condizioni di povertà, più elevati erano i valori legati allo stress e minore la quantità di informazioni che riuscivano a conservare nella memoria a breve termine.

Evans ha condotto un’ulteriore ricerca che riguardava la vita familiare di 110 bambini afroamericani di entrambi i sessi tra i 4 e gli 8 anni, provenienti da famiglie socialmente deboli, tentando di verificare se il contesto familiare stimolasse i bambini dal punto di vista intellettivo. Il risultato fu che un ambiente ricco di stimoli intellettuali favorisce lo sviluppo linguistico, mentre l’incremento delle capacità di memoria corrisponde all’aumento delle attenzioni da parte dei genitori.

Le neuroscienze ci dimostrano, dunque, che l’ambiente esercita  un’influenza decisiva sullo sviluppo cerebrale e sulle capacità mentali dei bambini ed è necessario che ad ogni bambino vengano garantite le stesse possibilità di sviluppo e di istruzione.

Proprio questa è l’idea che muove i progetti della Fondazione Patrizio Paoletti che, soprattutto attraverso il programma Scuole nel Mondo, agisce concretamente in tutto il mondo per plasmare i contesti sociali più difficili intorno alle necessità e ai diritti dei bambini.


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