E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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La comunicazione pre-natale
La comunicazione pre-natale

Sin dalla sua nascita, oltre 15 anni fa, i collaboratori, i volontari e i sostenitori della Fondazione Patrizio Paoletti diffondono un messaggio denso di significato: "Ogni uomo è un educatore".  Secondo questa visione, ogni azione che noi compiamo è una relazione comunicativa che stabiliamo, la quale ha una precisa valenza pedagogica nei confronti di chi ci circonda.

Comunicare, insomma, è un atto educativo.

Oggi una ricerca scientifica conferisce ancora maggior importanza a quest'idea, dimostrando che siamo comunicatori, pronti ad educare, addirittura prima di nascere!

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica "Mente e cervello", è stato condotto da un team di ricercatori dell’Università di Padova, del centro per le Scienze Cognitive dell’Università di Torino, dell’IRCCS di Trieste, del dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma e dell’IIT (Italian Institute of Technology) di Parma.

Il gruppo di ricercatori ha osservato il comportamento intrauterino di cinque coppie di gemelli, dalla quattordicesima alla diciottesima settimana di gestazione, documentando la continua ricerca di comunicazione tattile tra i feti.

Gli scienziati hanno tentato di comprendere se i loro comportamenti proattivi l’uno verso l’altro fossero motivati dalla semplice mancanza di spazio, come si è pensato fino ad oggi, oppure se fossero frutto di una precisa intenzionalità, una vera e propria volontà di entrare in relazione reciproca.

La tecnica utilizzata, l’ultrasonografia quadridimensionale, ha permesso di analizzare tre tipologie di movimento: quelli diretti verso se stessi, quelli diretti alla parete uterina e quelli rivolti verso l’altro feto.

La frequenza di questi ultimi aumentava con il trascorrere delle settimane. Mentre alla quattordicesima settimana la maggior parte dei movimenti erano rivolti verso se stessi e verso la parete uterina, alla diciottesima appariva evidente una preponderanza dei movimenti di un gemello verso l’altro, con una notevole reciprocità.

Secondo gli studiosi, il risultato è evidente: questi movimenti hanno natura intenzionale, non sono semplici riflessi. La propensione al tocco e la persistente tendenza ad accarezzare il viso e gli occhi del gemello sottendono una volontà motoria precisa.

Questo studio dimostra che ogni uomo, già prima di venire al mondo, è un comunicatore. Se educare e comunicare sono atti intrinsecamente legati,  allora è profondamente vero che tutti noi siamo, da sempre, educatori.

Acquisire questa consapevolezza può spingerci a porre maggiore attenzione ai nostri comportamenti e  a comprendere che ognuno di noi è portatore di un'alta responsabilità nei confronti degli altri. Partire dall'educazione di noi stessi diventa, così, il primo passo di un miglioramento della qualità delle relazioni e dell'intero contesto sociale in cui viviamo, in quel processo che ci piace definire "educarsi per ben educare".



Lo studio
   |   Patrizio Paoletti   |   Ogni uomo è un educatore   |   Istituto di ricerca   |   Pedagogia per il terzo millennio