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La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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La lunga ombra dei disagi infantili
La lunga ombra dei disagi infantili

Le difficoltà psicologiche dei bambini hanno impatti sociali ed economici, individuali e collettivi, a lungo termine. E’ quanto afferma una ricerca condotta da un pool di ricercatori americani e inglesi guidati dal prof. James J. Smith, economista presso l’organizzazione no profit “RAND Corporation” di Santamonica, in California.

Si tratta di uno studio scientifico-economico molto complesso e originale, portato avanti con precisione per oltre 50 anni e pubblicato recentemente su “Proceedings of the National Academies of Sciences”. Questa ricerca conferma il diretto legame tra i processi socio-economici e la protezione dell’infanzia. Con la sua ampiezza progettuale e la sua continua ricerca pedagogica fondata sulle più aggiornate indagini neuroscientifiche, la Fondazione Patrizio Paoletti vede proprio nella cura dell’infanzia un motore certo di sviluppo sociale, una responsabilità non demandabile e non prorogabile.

Con i suoi progetti "Maraviglia" e "Junior Training", ad esempio, la Fondazione si rivolge ai genitori perchè imparino a comunicare efficacemente con il loro bambino. Uno spazio di ascolto reciproco, in cui genitori e figli si comprendano attraverso una relazione di qualità, è fondamentale per far emergere le reali necessità e gli eventuali disagi del bambino .

Lo studio ha dimostrato che gli individui che da piccoli hanno dovuto affrontare per lunghi periodi disturbi psicologici, quali stati di depressione o ansia, incontrano difficoltà significative nel relazionarsi agli altri anche in età adulta. Le influenze di un’infanzia travagliata non impattano soltanto sulla vita sociale di queste persone, ma anche su quella lavorativa ed economica, con conseguenti ricadute sull’economia collettiva. I disturbi psicologici infantili sarebbero in grado, inoltre, di indebolire alcune attività cognitive dei soggetti colpiti, come la capacità di concentrazione e i processi di memoria.

Con molta abilità e costanza, il prof. Smith e i suoi colleghi (Alissa Goodman e Robert Joyce dell’ Istituto di Studi Fiscali di Londra) hanno preso in esame un  gruppo di 17.634 bambini nati nella prima settimana del marzo 1958, seguendo poi la loro vita fino all’eta di 50 anni. I ricercatori hanno misurato periodicamente, attraverso esami specifici, la salute fisica e psicologica degli individui del campione e hanno raccolto informazioni sulla loro vita tramite relazioni redatte dai loro insegnanti e questionari somministrati a loro familiari e conoscenti (genitori, parenti, amici).

Gli aspetti più interessanti di questa indagine scientifica sono rappresentati dall’analisi della dimensione familiare e sociale della vita di queste persone, da cui emergono la “quantità” e la “qualità” dei loro rapporti umani, e dall’analisi di quella economica.

Per quanto riguarda la dimensione sociale, il team di ricercatori ha messo in evidenza una ridotta capacità di relazione sociale negli individui affetti, durante l’infanzia, da disturbi psicologici. Tale difficoltà a relazionarsi e a stringere rapporti affettivi sembra essere dovuta, nella maggior parte dei casi, a una scarsa capacità empatica, misura fondamentale di una personalità aperta e disposta all’accettazione degli altri. Dalle analisi delle osservazioni è risultato, ad esempio, che queste persone hanno il 6% di possibilità in meno di sposarsi o convivere stabilmente con un’altra persona rispetto agli individui che non hanno vissuto disagi durante l’infanzia.

Inoltre, e passiamo agli aspetti economici, gli individui che hanno sofferto di forme di depressione e ansia da bambini hanno l’11% di possibilità in meno di raggiungere una situazione lavorativa economicamente soddisfacente entro l’età di 50 anni. Gli individui del campione, infatti, hanno dimostrato di essere poco disposti a cambiare attività lavorativa durante la loro vita, anche in situazione di forte necessità. Questa problematica apertura al cambiamento frena la mobilità lavorativa, che normalmente muove le persone verso migliori opportunità e impatta positivamente sulla loro ricchezza economica.

50 anni di intensa ricerca, dunque, ci raccontano quanto la mancanza di un intervento tempestivo e competente sulle problematiche dei bambini possa avere effetti negativi sulla loro intera esistenza, con ricadute socio-economiche anche sulla collettività in cui vivono.

Quest’indagine scientifica “ci indica la strada da percorrere: incrementare gli sforzi per affrontare efficacemente e tempestivamente i problemi dei bambini, perché ne beneficerebbero la loro vita e la nostra società” (J. J. Smith).
 

La ricerca: "The long shadow cast by childhood physical and mental problems on adult life". Proceedings of the National Academies of Sciences, 2011; DOI: 10.1073/pnas.1016970108

Gli autori: Alissa Goodman, Robert Joyce, James P. Smith


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