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Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Troppa Tv? Ecco cosa rischiano i nostri bambini
Troppa Tv? Ecco cosa rischiano i nostri bambini

L’eccessiva esposizione alla televisione influisce negativamente sulle capacità di relazione sociale dei bambini e sul loro comportamento. E’ la conclusione di una ricerca condotta da un team di ricercatori americani della “Johns Hopkins Bloomberg School of Pubblic Health” di Baltimora.

Secondo questo studio, pubblicato su “Pediatrics” e su “Mente e Cervello”, la televisione interviene nello sviluppo cognitivo e comportamentale del bambini a prescindere dalla tipologia e dalla qualità dei contenuti che veicola. Ciò significa che i bimbi sono influenzati dalla tv per il solo fatto di esserci seduti davanti! Il fattore determinante di questo condizionamento, come sostiene la direttrice della ricerca Kamila B. Mistry, è il tempo di esposizione: più tempo trascorrono a guardarla, maggiore è il rischio che il loro equilibro psico-fisico venga disturbato.

L’equipe di scienziati, osservando i risultati dell’incremento e della riduzione del tempo d’esposizione, ha potuto rilevare le corrispondenti variazioni di comportamento in bambini tra i 2 e i 5 anni di età. Il campione analizzato era costituito, infatti, da un gruppo di circa 2700 bambini di età compresa tra i 30 mesi e i 5 anni e mezzo. Tale campione era a sua volta costituito da tre ulteriori sotto-gruppi con caratteristiche diversificate: un gruppo di bimbi di 2 anni e mezzo che guardavano la tv per poco più di due ore al giorno, un altro di bambini di 5 anni e mezzo che superavano di gran lunga la soglia d’esposizione di due ore, un terzo i cui componenti avevano mantenuto costante quel tempo di esposizione dai 2 anni e mezzo fino ai 5 e mezzo d’età.

I ricercatori hanno scoperto che i bambini di quest’ultimo gruppo presentavano alcune difficoltà di socializzazione e disturbi del comportamento. Difficoltà che risultavano più evidenti in maniera direttamente proporzionale all’incremento delle ore di esposizione alla tv. Al contrario i bambini del primo gruppo, benché avessero avuto una prematura esposizione, non presentavano rilevanti problemi comportamentali. Inoltre, rispetto al gruppo di bambini di 5 anni e mezzo, lo studio ha rilevato che la presenza della televisione in camera da letto aveva prodotto nei bambini disturbi del sonno e una scarsa attitudine alla relazione sociale. Alla luce di questi risultati, il team di scienziati ha dimostrato che, riducendo il tempo che alcuni dei bambini del campione esaminato dedicavano quotidianamente alla tv e ripetendo il test dopo alcuni mesi, i loro problemi comportamentali e di relazione si attenuavano di conseguenza.

In un mondo frenetico, in cui l’appetibilità delle tecnologie e dell’intrattenimento mediatico tende spesso a modellare le nostre abitudini quotidiane e a sovrastare le nostre reali necessità, è sempre più importante avere la lucidità per fermarsi a riflettere sull’importanza di analisi come quella degli scienziati americani. Fondazione Paoletti, che da anni propone strategie educative mirate allo sviluppo sociale che partano dai risultati della scienza, riconosce proprio nella ricerca scientifica il riferimento chiave per comprendere ciò che realmente conta per noi e per i nostri figli in questo terzo millennio.

Accostarci a loro, seguirli con attenzione nel percorso di crescita, essere sempre più aggiornati sui rischi che corrono e sulle opportunità che hanno, migliorare costantemente la loro capacità di relazione con gli altri e con il mondo che li ospita, non demandare mai ad altri la cura delle loro risorse: queste sono le più importanti sfide del nostro tempo. La ricerca dell’equipe di Baltimora ci ricorda, una volta di più, che la seduzione dell’intrattenimento a tutti i costi non deve distrarre la nostra attenzione da ciò che è importante per i nostri bambini, da ciò che l’infanzia, con le sue necessità, ci chiede: la migliore educazione possibile.
 

La ricerca: “Children's Television Exposure and Behavioral and Social Outcomes at 5.5 Years: Does Timing of Exposure Matter?"
Gli autori: Kamila B. Mistry, Cynthia S. Minkovitz, Donna M. Strobino, Dina L.G. Borzekowski

 
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