E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Gli interventi ad Haiti.
Gli interventi ad Haiti.

25 febbraio: ieri sera alle 20.00 ora italiana il dott. Marco Benini , pedagogista di FPP, ha raggiunto gli amici di Kay La nel quartiere Waf Jeremie di Port au Prince. Siamo ad haiti dopo un viaggio non privo di difficoltà - raggiungere l'isola non è stato semplice, i voli civili sono bloccati mentre l'accesso è consentito solo ai voli umanitari. 

Quelli che seguiranno, saranno giorni fondamentali per comprendere appieno la situazione: entrare in contatto diretto con i superstiti, capire quali sono le loro esigenze primarie e i loro bisogni.

Un sopralluogo esplorativo che ci consentirà di attivare un'azione efficace di ricostruzione a sostegno di chi da tempo opera ad Haiti come Suor Marcella Catozza e gli amici di Kay La. 

Dal 22 febbraio 2010, il dott. Benini Marco, pedagogista di Fondazione Paoletti, sarà in missione nel poverissimo quartiere Warf Jeremie di Port au Prince per la realizzazione degli interventi post emergenza (riattivazione ambulatorio pediatrico, visita alla infrastrutture scolastiche crollate), a breve tutti gli aggiornamenti. Sostieni il progetto di ricostruzione donando ora

1 febbraio: ultimi aggiornamenti dall’ambulatorio di Waf Jeremie. 

Sono riprese, con fatica ed a regime ridotto, le attività di assistenza e cure mediche presso l’ambulatorio di Waf Jeremie, che fortemente colpito dal sisma opera in una situazione di fortuna sotto una grande tenda. In seguito a un periodo di arresto forzato, causato dal sisma, gli amici di Kay La (Associazione che opera ad haiti) ci comunca che l'attività di assistenza ai terremotati di Suor Marcella Catozza è ripresa.

Dopo la tragedia di questi giorni la riattivazione dell'ambulatorio di Waf Jeremie è stato l'unico aiuto tangibile, ci dice Suor Marcella Catozza. Alla baraccopoli non è arrivato alcun sostegno e sono centinaia le persone che cercano cure e assistenza.

Ad Haiti la situazione continua a essere molto difficile. L’aeroporto di Port – au – Price, dove arrivano la stragrande maggioranza degli aiuti e dei medici volontari, è ancora bloccato. I volontari dell’ambulatorio lavorano instancabilmente con i pochi mezzi a disposizione. Suor Marcella ci parla di 30.000 persone senza casa, cibo e medicinali.
 
Ora la priorità è la ricostruzione.
In queste ore Fondazione Paoletti sta programmando una missione ad Haiti per contribuire attivamente al lavoro che Suor Marcella Catozza e i volontari di Waf Jeremie stanno portando avanti da giorni. Sostieni il progetto donando ora
 
26 gennaio: un bilancio doloroso, quello di Haiti. Secondo le stime dell’Onu sono 350 mila i morti e 850 mila gli sfollati. "Ci vorranno almeno dieci anni per la ricostruzione di Haiti", ha detto oggi il premier haitiano Jean-Max Bellerive. Una vera tragedia che vede una soluzione solo nel lungo periodo.

Le parole del premier haitiano: "Haiti ha bisogno del sostegno massiccio a medio e lungo termine dai suoi partner e dalla comunità internazionale. Non vogliamo tornare alla situazione esistente prima del terremoto. La ricostruzione deve consentire di risolvere numerosi problemi esistenti".  Una tragica circostanza che può diventare occasione di sviluppo e crescita nuovi, all’insegna della sostenibilità e della sicurezza. Ma per farlo è indispensabile l’aiuto di tutti. Dai primi soccorsi, alle opere di lungo periodo, le azioni da compiere sono ancora tante e importanti.  Al momento servono cibo, medicinali e 200 mila tende in vista dell’imminente arrivo della stagione delle piogge.

22 gennaio: nuova scossa nella notte per la popolazione haitiana, a Port-au-Prince regna il caos. Tra i problemi maggiori la mancanza di acqua potabile e l’emergenza tifo e dengue. Ancora molte le difficoltà da superare ma, fortunatamente in queste ore, migliorano le vie di accesso per gli aiuti umanitari.  Onu: le squadre leggere stanno concentrando gli interventi sull’assistenza ai 3 milioni di sfollati e sugli aiuti ai terremotati. Prende forma il piano del governo haitiano in cooperazione con l’Onu per la sistemazione dei senzatetto. Il Presidente della Repubblica di Haiti, René Garcia Preval, intervistato dal quotidiano spagnolo El Pais, parla di operazioni difficoltose. “Gli aiuti – spiega – sono arrivati ad Haiti in maniera spontanea, provenienti da tanti paesi. E ora che sono qui, la cosa più importante è il coordinamento tra tutti, Governo, americani, Onu e agenzie di distribuzione dei generi alimentari”.

21 gennaio: è iniziato l'esodo da Port-au-Prince. Dopo la nuova violenta scossa di magnitudo 6.1 della Scala Richter, sono migliaia le persone che raggiungono i moli della città per imbarcarsi e lasciare il disastro dietro di loro. Anche i mezzi su terra vengono inseguiti nella speranza di trovare un modo per fuggire. E mentre la disperazione accompagna la fuga di massa, ad Haiti si continua a estrarre dalle macerie persone ancora in vita. Come la bambina di 15 giorni rimasta sotto i detriti senza né acqua né cibo per una settimana e sopravvissuta al disastro. Al momento gli sfollati rifugiati nei 300 accampamenti improvvisati a Port-au-Prince superano la quota 360.000. Qui, tra precarietà e paura si cerca di ritrovare la speranza.     

20 Gennaio, Port au Prince – Continua l’emergenza ad Haiti. Dall’ospedale di campo italiano di Port-au-Prince Giuseppe Arcidiacono, capo team di chirurgia arrivato da Pisa, parla di una lotta disperata contro il tempo. In una dichiarazione rilasciata all’ANSA il medico italiano sottolinea la gravità della situazione al campo.  “La differenza con gli altri terremoti – spiega il medico – è che i pazienti arrivano tardi e le ferite sono già infette, spesso in modo gravissimo. In questi casi non abbiamo altra possibilità che amputare. Le amputazioni riguardano gambe e piedi.” Tantissimi i bambini vittime dei ritardi nei soccorsi.

18 gennaio: gli amici di Kay La ci confermano che Suor Marcella è arrivata nell'isola e si muove scortata dai militari verso il centro di Waf Jeremie

17 gennaio: sono migliaia le case distrutte dal terremoto, l’energia elettrica è completamente assentele comunicazioni sono impossibili, le bande armate prendono il controllo del territorio nella notte. Suor Marcella Catozza, che opera da anni a Waf Jeremie, baraccopoli di Port au Prince, conferma il terribile stato delle cose e, se possibile, fornisce dettagli ancor più terrificanti.

16 gennaio: i primi contatti con Suor Marcella Catozza operatrice ad Haiti. Abbiamo parlato con lei sabato alle 2:00 di notte e ci ha confermato la terribile catastrofe "ho sentito le persone che ho lasciato giù - ci racconta - fuori dal centro non c'è più nulla, solo urla che provengono dalle macerie di notte e di giorno, il nostro centro è uno dei pochi ad essere rimasto in piedi, abbiamo più di 800 feriti che attendono cure, e c'è tantissima gente che muore per strada"Suor Marcella è partita per Haiti ieri alle 12:00 con l'aereo della protezione civile lombarda.

13 gennaio 2010: Haiti, 16.50 ora locale, quattro fortissime scosse tra i 5.6 e i 7 gradi della scala Richter fanno crollare il Parlamento, i tre ospedali di Port-Au-Prince. Pesantissime anche le ripercussioni sulla missione Onu.

Fondazione e Associazione Paoletti hanno attivato un fondo per Haiti.
Con il nostro sostegno e il tuo contributo, Suor Marcella Catozza e i volontari che operano presso l’ambulatorio di Waf Jeremie, una delle più povere baraccopoli di Port au Prince, potranno dare aiuto e soccorso a centinaia di persone in difficoltà.