E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Cosa stiamo realizzando in Nepal per le donne vittime di violenza e i loro bambini
Cosa stiamo realizzando in Nepal per le donne vittime di violenza e i loro bambini

di CIRO SCATEGNI

In questi giorni, dal 15 al 17 marzo 2019, i formatori della Fondazione Patrizio Paoletti sono a Katmandu, capitale del Nepal per realizzare un seminario di "Pedagogia per il terzo millennio" destinato agli educatori, ai coordinatori e agli operatori di CasaNepal, la safe house che accoglie, protegge e sostiene le donne vittime di violenza di genere e i loro bambini.

E' la prima, importante tappa di quest'anno del progetto "Scuole nel Mondo" in Nepal, realizzato dalla Fondazione in collaborazione con i partner New Life for Children e Apeiron Onlus, che ha fondato e gestisce la struttura dal 2007. Alessia Santinelli, formatore della Fondazione, sta incontrando in aula gli operatori di Casa Nepal e delle safe houses che danno sostegno alle tantissime donne che ogni giorno in Nepal sono vittime di violenza di genere.

La condizione femminile in Nepal, infatti, è drammatica. Fattori culturali e religiosi costringono la donna a negare la sua identità e a tollerare le violenze, che sono all’ordine del giorno: 1 su 5 ne subisce almeno una volta nella vita. Solo il 7% denuncia. Con i nostri partner di progetto stiamo favorendo il loro reinserimento nel tessuto sociale. Lo facciamo sostenendo l’istruzione scolastica dei figli delle ospiti uscite dalla struttura, coprendo costi come tasse di iscrizione scolastica, acquisto di materiale scolastico, tasse per l’ammissione agli esami dei bambini. Un parte fondamentale del progetto, inoltre, è proprio la formazione pedagogica degli operatori che lavorano nella struttura per aumentare l’efficacia del loro intervento educativo.

Il seminario in corso a Katmandu mira a potenziare la loro capacità di comunicare per promuovere il cambiamento sociale e la parità di genere, prevenendo la violenza. La formazione fa focus sul miglioramento delle tecniche di colloquio relazionale e sulla gestione positiva del conflitto come parte della cultura di un’organizzazione.

Con il metodo Pedagogia per il terzo millennio, stiamo fornendo a questi professionisti:

1. Conoscenze sul funzionamento della comunicazione nell’uomo;
2. Metodi e tecniche per migliorare la comprensione delle dinamiche di base delle
relazioni umane;
3. Toolbox di comunicazione e colloquio relazionale per superare giudizi, pregiudizi, evitare situazioni estreme di incomprensione e di violenza, per promuovere processi di cooperazione e mediazione;
4. Strumenti per acquisire una maggior consapevolezza rispetto al proprio modo di gestire e vivere le situazioni conflittuali;
5. Competenze relazionali ed emotive da mettere in atto per passare dal conflitto al confronto e poi alla collaborazione.

Al termine del nostro intervento pedagogico questi operatori avranno:
1. Imparato a comunicare con procedure condivise e un’attitudine nuova, per entrare in sintonia con se stessi e con gli utenti;
6. Migliorato la qualità delle relazioni professionali;
7. Fatto emergere attraverso i lavori di gruppo gli stereotipi di genere interiorizzati, di cui non sempre si è pienamente consapevoli, per promuovere un cambiamento sociale più profondo e duraturo;
8. Acquisito tecniche per prevenire le possibili ricadute negative e a facilitare l’elaborazione del conflitto quale opportunità, condividendo metodi e tecniche per gestirlo costruttivamente;
9. Attivato un processo all’interno di un gruppo di lavoro, di una comunità di apprendimento che si sostenga a vicenda e che sappia a sua volta sostenere i propri utenti verso un processo di cambiamento.

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